agosto 29, 2013

Aggiornamento

Questo blog non è aggiornato da qualche anno. Forse lo riaprirò nuovamente in altro indirizzo; nel frattempo lo lascerò attivo.

aprile 4, 2012

Wind of change

Per dirla con gli Scorpions, ho voglia di cambiamenti.

Ho voglia di cominciare dalle piccole cose, come quando passa per la testa il flash di tagliarsi i capelli, di comprarsi un nuovo paio di occhiali, di mettere una camicia al posto della solita maglietta.
Non oso pensare al lato B di questo desiderio. Sono stanca delle solite cose, ho voglia di stupire me e gli altri, ho voglia di cose inedite.

Quando ascoltavo gli Scorpions, però, erano i tempi dei cambiamenti epocali.
C’è qualcosa che non gira più come prima: lo sento nel respiro di chi abita con me i giorni del presente. Incerta, mi chiedo se il punto di osservazione sia quello giusto. Mi chiedo se non sia il caso di fare una scelta, e scegliere quelle amicizie che tendono verso il cielo, tralasciando quelle che hanno reso grigi molti dei miei giorni. 
Non parlo di lui.
Parlo di loro. Di amiche di un tempo, sempre più chiuse, sempre più curiose, sempre più pettegole. Non ho voglia di vedere nessuno, mentre mi preparo alla metamorfosi e non mi sento ancora pronta. Ma all’improvviso si insinua ancora questa nostalgia di un qualcosa che non so definire, che mi sveglia e mi sorveglia la notte, lasciandomi il desiderio di un’appagante quotidiana consuetudine…

 

marzo 30, 2012

Sarà sempre l’azzurro

Prima ho ascoltato “Crash! Boom! Bang!” dei Roxette, e con la canzone sono arrivati i ricordi di quella favola azzurra… Sì, perché gli anni sono passati e le nostre vite sono lontanissime e infinitamente diverse. Ma ci sono momenti che arrivano come girotondi a rapirmi in un’estasi di fantasie che vorrei allontanare, e negare… Invece è bastata un’estate per riportarmi indietro di venti anni e, anche se non è successo niente, stasera mi sento così: come se in questi mesi avessi tentato, maldestramente, di celare quello che ho provato quando l’ho rivisto.  Ma è stato un attimo troppo breve…

Sì, lo ammetto. Ho letto “La solitudine dei numeri primi” e ho capito che anch’io ho il mio numero primo. Anzi, il mio numero primo gemello. Non potevo non pensare a lui. Chissà perché proprio stasera, senza motivo, ho questa voglia infinita di dire che mi manca….

 

marzo 11, 2012

I giardini di marzo (forse) si coprono di nuovi colori…

Certo, è il colmo.

Non ci sono stati che due giorni di pioggia in tutto l’inverno. La neve si è fatta vedere in due miseri pomeriggi, senza lasciare tracce. Praticamente, una primavera da ottobre a marzo, con temperature miti fino a dicembre…. Sì, ma adesso?…. Ad un certo punto qualcuno, da qualche parte, deve aver girato l’interruttore della caldaia da rosso ad azzurro, o c’è stato un corto circuito, non so… In altre parole, per dirla in modo molto colloquiale, “c’è un’aria che ti pela”! E io, indenne da influenze e malattie stagionali varie che, grazie al cielo, normalmente se ne stanno alla larga, mi son beccata un raffreddore da servizio fotografico, per rimanere a memoria perenne….

Mi guardo, intanto, sul balcone i bulbi piantati, che mi sembrano un po’ debolucci, nonostante tutto. L’anno scorso, alla stessa stagione, gli alberi avevano la fioritura. E’ una questione di giorni, lo so. Ma con un sole così, non poter passeggiare sull’argine, o nella pista ciclabile tra i campi, mi fa una rabbia….

Ecco i miei vasetti….

Promettono bene, però!

febbraio 16, 2012

Aspettando la luna nuova

E’ così che passa l’inverno, solo che lo avevo dimenticato.

Il lungo periodo delle festività natalizie non è che un gatto che si stiracchia sul divano, tra una tisana di erbe aromatiche e una coperta colorata.

Poi viene il gennaio, e ricomincia la corsa.

Quest’anno la corsa è stata qualcosa di folle, a capofitto, sfinitamente logorante. Mi chiedo perché, di tanto in tanto, capiti, a chi fa un lavoro come il  mio, di rinunciare a pensare a sé stessi, al proprio tempo, ai propri ritmi. Non è possibile entrare in un meccanismo malato fatto di inutili burocrazie, di pomeriggi vacui trascorsi in attesa di tornare a casa per completare un compito, per preparare una lezione, per approfondire un qualcosa non ancora perfettamente chiaro! Il bello è che tutto questo, cioè la parte essenziale del mio lavoro, scompare di fronte al dover fare altro, corsi e incarti di belle parole, aggiornamenti, verbali, relazioni, riunioni. Non saprei esattamente spiegare cosa e perché. So solo che non mi piace aspettare il dopocena e dover ancora rigirarmi tra quaderni, fogli , materiale, e non capisco perché sia diventato tutto così tremendamente difficile.

Poi passa, già lo so.

Ecco.

Mi bastava urlarlo fuori.

E devo fare ancora un sacco di altre cose, stasera….