Sfasamenti notturni

Io credevo di rimanerci solo un po’ alla riunione di lavoro oggi. Dico, per fare un esempio, due ore: mi pareva già una cosa normale. Niente, no, due ore è appunto, normale.

Dove sono io no: tre ore e mezza. Seduta, insieme con altre persone che non ne potevano più, esattamente come me. Credo di aver guardato il cielo azzurro, fuori, almeno una ventina di volte. Dondolata sulla sedia almeno trenta. Succhiato la penna completamente, lasciato anche lo stampo dei dentini. Scarabocchiato l’agendina non so quanto, mentre, dal nervoso – notare bene: dal nervoso – mi si irradiava il mal di testa fino alla base dei denti (cosa che secondo me ha un solo e unico significato: volevo morderli tutti, addentarli, annientarli felinamente….). Va bene, la giornata è finita. Bene, anche. Mica mi son stressata, poi, stasera.

Solo che… Sta cosa mi ha fatto venire in mente alcuni episodi (forse perché da un po’ di tempo sto risistemando le vecchie foto che parlano di me).

Credo che ogni permanenza in un’aula scolastica sia stata, per me, legata indissolubilmente alle finestre. A partire dal primo giorno di scuola in prima elementare, io ho sempre guardato fuori, al punto che mi ricordo perfettamente cosa vedevo e cosa guardavo quando mi annoiavo. Era semplicemente la mia natura che non si poteva trattenere, costringere dentro uno spazio troppo chiuso, credo! Le finestre migliori, quanto a dimensioni, sono state in assoluto quelle dell’aula studio all’università. Le stanze facevano schifo, ma le finestre, dico, saranno state alte almeno cinque metri. Che luce! Che cielo!

Le finestre più rilassanti: quelle dove ho lavorato fino a sette anni fa, verso la piazzetta, in un posto al margine dei campi.  Ci passava anche uno che aveva il cavallo. Una volta ci è passato anche Babbo Natale, sempre col cavallo.

Va beh, mi rendo conto che adesso sto degenerando di brutto 😦

Il lettino mi attende. Il sonno mi è passato, ma i discorsi mi sembrano alquanto sfasati… Ci dormo su,  magari domani – quando mi sveglierò e voi starete già lavorando da un po’ – il cervello tornerà ad ospitare qualche neurone passeggero…

Buona notte 😉 

 

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9 commenti to “Sfasamenti notturni”

  1. Se continui a succhiare le penne completamente vedrai altro che Babbo Natale passare davanti le finestre. L’inchiostro non fa bene eh 😛

    :*

  2. No no, ma guarda che Babbo Natale era passato veramente….
    L’inchiostro mi piace rosso!!!!

  3. che brutto ricordi hai risvegliato!il mal di testa da riunioni e’ la cosa peggiore del lavoro…il nervoso dato dalla certezza di star perdendo tempo seduti compostamente su una sedia scomoda, specialmt qlle di plastica dv lasci l’impronta del sedere. gialla

  4. e che non hai citato la finestra dv ci sedevamo a mangiare crackers e banana all’universita’… yellow

  5. Sì, non l’ho citata, però l’ho pensata!!!!! Comunque queste riunioni sono molto più inutili di quelle sentite fino ad un anno fa…

  6. Gialla!!!! Ma quella della banana eri tu! Io mangiavo i crackers…. E poi c’era il tipo che si sedeva sul termosifone acceso a leggere………. ti ricordi cosa, Gialla?!!!!!!

  7. E ancora: GIALLA, parlando di FINESTRE, ti ricordi per caso i sassolini lanciati in direzione di una, in quel di BRESSANONE?!!!!!!!!

  8. o sssiiii! non mi ero resa conto della mia relazione con le finestre! ero rimasta alle ns chiacchierate sul mio poggiolo con vista di passante urinante…ops… scusa il francesismo! giallabanana

  9. Chissà se si ricorda anche il passante in questione 😉 !!!!!!!!!!!!!!!!

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