Aspettando la luna nuova

E’ così che passa l’inverno, solo che lo avevo dimenticato.

Il lungo periodo delle festività natalizie non è che un gatto che si stiracchia sul divano, tra una tisana di erbe aromatiche e una coperta colorata.

Poi viene il gennaio, e ricomincia la corsa.

Quest’anno la corsa è stata qualcosa di folle, a capofitto, sfinitamente logorante. Mi chiedo perché, di tanto in tanto, capiti, a chi fa un lavoro come il  mio, di rinunciare a pensare a sé stessi, al proprio tempo, ai propri ritmi. Non è possibile entrare in un meccanismo malato fatto di inutili burocrazie, di pomeriggi vacui trascorsi in attesa di tornare a casa per completare un compito, per preparare una lezione, per approfondire un qualcosa non ancora perfettamente chiaro! Il bello è che tutto questo, cioè la parte essenziale del mio lavoro, scompare di fronte al dover fare altro, corsi e incarti di belle parole, aggiornamenti, verbali, relazioni, riunioni. Non saprei esattamente spiegare cosa e perché. So solo che non mi piace aspettare il dopocena e dover ancora rigirarmi tra quaderni, fogli , materiale, e non capisco perché sia diventato tutto così tremendamente difficile.

Poi passa, già lo so.

Ecco.

Mi bastava urlarlo fuori.

E devo fare ancora un sacco di altre cose, stasera….

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2 commenti to “Aspettando la luna nuova”

  1. un piccolo ritaglio di tempo per te… non dimenticarlo.

  2. Grazie!!! Hai ragione! Non devo proprio dimenticarlo 😉

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