Archive for ‘libri’

agosto 18, 2009

Mal'aria (zanzare & altro…)

Ebbene sì, anch’io qualche volta leggo. MI correggo… Ebbene sì, anche io qualche volta leggo per piacere e non per lavoro
Uno dei miei autori preferiti è Eraldo Baldini. Ho appena finito di leggere questo libro

Poi, però, non mi piace raccontare le trame. Non sono neanche tanto brava, mi perdo per strada. Sul sito dell’autore, comunque, c’è il risvolto di copertina.
Sul perché mi è piaciuto: mistero, storia, un impasto di giallo e noir psicologico, che fa star sospesi fino all’ultima riga, che fa catapultare dentro l’inchiesta che il protagonista sta seguendo fino a farti dire "Ma daiiiiiiiiiiiiiii sta attento per caritàààà".
Lo consiglio a chi ama il mistero che è vicino, a chi non si fa tanto impressionare dalle botte di adrenalina (perché ti vien da accendere tutte le luci della casa, ad un certo punto…), a chi ha pratica con la chiaroveggenza della storia, a tutti quelli che non amano i racconti da telenovela…

novembre 6, 2007

Siamo un grumo di pensiero….

e un’infinita idea di libertà…

Diceva il pilota Richard Bach nel libro "Il gabbiano Jonathan".

E’ stato uno dei miei libri preferiti, ma non so se adesso vorrei rileggerlo. Forse sono troppo "grande", ora, per capirlo come lo ho capito la prima volta. Stamattina, però, mi è tornato in mente…

"..Scegliamo il nostro mondo successivo
in base a ciò che noi apprendiamo in questo.
Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima,
con le stesse limitazioni. […]

Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano
."

 

agosto 16, 2007

Qualche volta leggo…

Eccolo un libro di viaggio. Mi riferivo proprio ad un viaggio di questo tipo, ieri. Che poi non so se sia un viaggio reale, o il surreale di un viaggio realmente fatto. Comunque il libro mi è piaciuto.

Dopo "Tre ragazzi immaginari" non credevo che sarei riuscita a leggere un libro di Brizzi: perché i "3 ragazzi" è stato qualcosa di unico e geniale, secondo me. E’ stata una rivelazione. Il classico libro che comperi e metti nello scaffale in primo piano, perché sai che a breve lo rileggi. Il "pellegrino" non mi convinceva subito, avevo l’impressione di perdermi in quei dialoghi continui. E poi… e poi ci sono entrata anch’io, in quella storia lì, a fianco del templare mancato   (ma poi, che tipo è? Qualcuno me lo dovrebbe venire a raccontare, se l’ha conosciuto di persona). Attraverso le Alpi. Meglio di Oetzi, addirittura. C’è uno stile giovane. Si legge voglia di vivere, tra le pagine. Anche se non so se Brizzi l’abbia scritto tutto d’un fiato, perché a me pare  più meditato di Jack Frusciante… Come dire… più lavorato, non meno spontaneo. Mi vien voglia di chiedere se non esista il seguito, comunque, e quando uscirà.